PADOVA, STUDENTESSA RIFIUTA DI PRESTARGLI LA BICI: MASSACRATA A CALCI E PUGNI DA UN MIGRANTE DEL GAMBIA

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PADOVA. «Voleva la mia bici e quando gli ho detto “no” mi ha riempito di botte. Io sono caduta, lui se ne stava andando e allora a quel punto ho provato a riprendermela. Sono arrivate però le botte vere: prima i pugni e, una volta a terra, i calci». Laura Scomparin, 21 anni, dice di non essere particolarmente scossa. Di una cosa è certa: «A Giardini dell’Arena non ci metterò più piede». Come darle torto, dopo un’aggressione di quel tipo alle due del pomeriggio.

La buona notizia è che questa vile aggressione non resterà impunita. I carabinieri hanno arrestato l’aggressore. È un coetaneo di Laura. Si chiama Jaiteh Falagie, è originario del Gambia.

L’impressione generale è che nello splendido parco del centro cittadino, all’ombra della Cappella degli Scrovegni, si sia perso un po’ il controllo della situazione. Lo scorso fine settimana la rissa a coltellate tra nordafricani. Qualche sera fa una donna picchiata con l’unica colpa di aver visto e denunciato l’acquisto di una bici rubata. Lunedì pomeriggio questo nuovo episodio di violenza. La percezione ce l’hanno anche i responsabili della sicurezza pubblica in città, che hanno pianificato tre giorni di controlli intensi.

«Non l’avevo mai visto prima» assicura la giovane studentessa. «Stavo aspettando una mia amica che aveva portato il cagnolino a passeggiare e improvvisamente si è avvicinato quello. Credevo scherzasse, invece faceva sul serio». Quando il giovane africano si è reso conto di aver attirato l’attenzione dei presenti, ha scaraventato la bicicletta giù nell’area riservata ai cani. A quel punto però i carabinieri erano già mobilitati. L’hanno bloccato poco dopo, scoprendo di avere di fronte un ragazzo della stessa età della vittima. Grazie a un riconoscimento “all’americana” il giovane è finito in manette con l’accusa di rapina. Dai successivi accertamenti è emerso anche il fatto che non ha il permesso di soggiorno.

Ai giardini dell’Arena è stata chiamata anche un’ambulanza ma Laura è una ragazza forte e non ha voluto né le cure, né il ricovero in pronto soccorso.

«Niente di grave, me la sono cavata da sola. Certo, si rimane sempre un po’ spiazzati di fronte a esperienze di questo tipo».

Il Mattino Di Padova

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